CORSO DI LAUREA IN

PROGETTAZIONE E GESTIONE DELL'AMBIENTE

 

GESTIONE DELLE RISORSE FAUNISTICHE E ZOOTECNICHE

 

POLO UNIVERSITARIO DI BRACCIANO - ANNO ACCADEMICO 2010-2011

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I metodi di censimento della fauna selvatica

di Elena Scaffardi     

 

Censire gli animali selvatici nel loro ambiente naturale è di primaria importanza per la conservazione delle specie, ma anche per la programmazione di un corretto prelievo venatorio.

Infatti attraverso la valutazione dello status numerico di una popolazione è possibile stabilire la misura del prelievo effettuabile senza arrecare danni alla popolazione stessa, mantenendola cioè stabile nel tempo.

Inoltre risulta indispensabile per la predisposizione di piani di immissione e ripopolamento, nonché come controllo e verifica degli interventi gestionali dell'habitat.

Un censimento consiste nel conteggio diretto (animali) o indiretto (segni di presenza come feci o impronte) di membri di una popolazione animale in porzioni campione del loro areale in modo tale da poter estrapolare una stima statistica della dimensione dell'intera popolazione a partire dal campione censito.

Esistono diverse metodologie di censimento, le più utilizzate per le specie venatorie sono i censimenti in battuta, su transetto lineare e quelli da punti di vantaggio.

I primi consistono nell'effettuazione di battute in cui una serie di battitori si muove su un fronte che fa spostare gli animali ai lati dove sono presenti osservatori che contano il numero di individui che passano dal loro settore. Questo metodo viene utilizzato soprattutto per ungulati nel caso in cui l'area da censire abbia una copertura boschiva alta (superiore al 50 %).

Nei censimenti su transetto lineare si tracciano dei percorsi che vengono percorsi da operatori a velocità costante in modo da poter osservare gli animali presenti sul percorso e ai lati; in questo caso si ottiene un indice chilometrico di abbondanza (IKA), molto utilizzato nella redazione di piani di prelievo e abbattimento selettivo.

Per il cinghiale viene anche utilizzato il censimento alle governe, nel quale vengono foraggiate delle zone di margine tra bosco e spazi aperti (in modo da avere una buona visuale) e vengono effettuate osservazioni all'imbrunire e durante la notte per diverse volte consecutive.

Nei censimenti da un punto fisso questo può essere di osservazione o di ascolto.

I censimenti da punto di osservazione vengono utilizzati per censire gli ungulati nel caso in cui ci si trovi in aree caratterizzate da un'alternanza di zone boschive e zone aperte.

Il censimento da punto di ascolto viene utilizzato per specie quali i fagiani, le starne e pernici rosse.

Si possono utilizzare anche richiami registrati che possono essere canti territoriali, richiami di femmine verso maschi, richiami di pericolo, etc; questo tipo di censimento viene utilizzato ad esempio per i cervi (censimento al bramito).

Metodi di censimento meno comuni nel mondo venatorio, ma ugualmente utili per diverse specie selvatiche, sono: il metodo del mappaggio per specie territoriali (utilizzato per numerose specie di uccelli) che consiste nell'effettuazione di percorsi che coprano tutta l'area interessata e nel riportare su una carta le osservazioni registrate.

Nei censimenti notturni con fari alogeni, utilizzati soprattutto per lagomorfi e carnivori, si percorrono in automobile strade sterrate e si contano gli animali i cui occhi vengono illuminati dalla luce artificiale.

La Conta dei pellet per le specie di Ungulati si basa sull'assunzione che maggiore è la densità della popolazione, maggiore è la presenza di feci disseminate sul terreno.

Infine il metodo della cattura, marcatura e ricattura (utilizzato soprattutto per piccoli mammiferi) consiste nel trappolare individui, marcarli e rilasciarli e contare la percentuale di individui marcati catturati la volta successiva.

Pubblicato il 16/01/2011

Elena Scaffardi

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