CORSO DI LAUREA IN

PROGETTAZIONE E GESTIONE DELL'AMBIENTE

 

GESTIONE DELLE RISORSE FAUNISTICHE E ZOOTECNICHE

 

POLO UNIVERSITARIO DI BRACCIANO - ANNO ACCADEMICO 2010-2011

VAI ALL'INDICE


Concetti di zoologia elementare

In questo compendio destinato ai “progettisti dell’ambiente” prenderemo in considerazione soltanto le specie più comuni presenti sul nostro territorio (cioè nel nostro ecosistema), sia per quanto riguarda la fauna selvatica (risorse faunistiche e faunistico-venatorie), sia per quanto riguarda gli animali che vengono allevati (risorse zootecniche).

La conoscenza di tali specie costituisce elemento fondamentale per qualsiasi intervento di progettazione dell’ambiente. 

 

La zoologia.

La zoologia è il ramo delle scienze naturali che ha per oggetto lo studio degli animali. Si distinguono una zoologia sistematica, una zoologia generale ed una zoologia applicata.

La zoologia sistematica si occupa di classificare gli organismi viventi in base alle caratteristiche specifiche: morfologia e anatomia.

Le specie animali identificate fino ad oggi sono almeno un milione e mezzo; ed altre se ne aggiungono ogni anno all’elenco. Ma il numero complessivo stimato delle specie viventi è di circa trenta milioni, il che significa che il lavoro di individuazione ed identificazione della fauna mondiale potrebbe non concludersi mai.

 

Principi della classificazione.

Il moderno sistema di classificazione scientifica risale al XVIII secolo, quando il botanico ed esploratore svedese Carlo Linneo ideò un sistema nel quale tutti gli organismi viventi venivano identificati con un nome latino composto di due parti: la prima indica il genere al quale l’animale appartiene (ad. es. “panthera”), la seconda ne denota la specie (ad es. “tigris”). Quindi, con il termine “panthera tigris” si indica la “tigre”.

 

La specie (panthera tigris) rappresenta l’unità fondamentale della classificazione scientifica. Le specie sono riunite in gruppi detti generi (panthera), e questi a loro volta sono organizzati in famiglie (in questo caso, “felidae” o felidi). Procedendo verso l’alto nel sistema gerarchico della classificazione, incontriamo l’ordine (in questo caso “carnivori”), poi la classe (in questo caso “mammalia” ovvero mammiferi), il phylum (in questo caso “chordata” ovvero vertebrati, ed infine il regno di appartenenza (in questo caso “animale”)

 

Ripercorrendo la gerarchia nello schema inverso, se vogliamo classificare qualsiasi animale, dobbiamo percorrere questa sistematica:

Regno: animale

 

Phylum

Invertebrati

Vertebrati

classe

classe

ordine

ordine

famiglia

famiglia

specie

specie

 

 

Classe   Ordine – Famiglia – Specie

 


Classe: Mammiferi.

Classe di vertebrati caratterizzati dall’essere omeotermi. Sono organismi in grado di mantenere costante la propria temperatura corporea a differenza di altri organismi la cui temperatura è regolata dall’ambiente esterno (per esempio i rettili), ricoperti da una pelle spessa (cute), generalmente provvista di peli, ricca di ghiandole sudoripare e sebacee; le femmine sono dotate di ghiandole mammarie secernenti il latte per il nutrimento della prole.

Le specie che ci interessano possono essere suddivise in tre grossi raggruppamenti:

gli ungulati, i lagomorfi e i carnivori.

 

Apparato digerente

A seconda della dieta i mammiferi si distinguono in erbivori, carnivori ed onnivori.

Le specie che consumano alimenti concentrati come insetti o carne sono dotati di uno stomaco unico (specie monogastriche) che continua in un intestino breve. Le specie che si nutrono esclusivamente di vegetali possono essere monogastrici (un solo stomaco), come nel caso dei leporidi e degli equidi, o poligastrici (più stomaci), come nel caso dei ruminanti: in entrambi i casi l’intestino è lungo e provvisto di un cieco molto sviluppato per un’ulteriore fermentazione dell’alimento.

 

Apparato respiratorio

L’aria che entra attraverso le narici viene spinta progressivamente nella faringe, nella laringe, nella trachea, nei bronchi ed infine giunge negli alveoli polmonari dove avvengono gli scambi gassosi (ossigeno e anidride carbonica) con il sangue. I polmoni sono strutture spugnose ed elastiche rivestite da una sottile pellicola (pleura) che le separa dalla superficie interna del torace. La cavità addominale è separata da quella toracica da una membrana muscolare (diaframma); la pressione intratoracica è inferiore rispetto a quella atmosferica mantenendo i polmoni espansi contro la parete toracica.

 

Apparato riproduttore

Nel maschio sono presenti due testicoli contenuti all’interno dello scroto, nei quali sono prodotti gli spermatozoi. Nella femmina le cellule uovo sono prodotte delle ovaie localizzate in posizione intraddominale. In seguito a fecondazione (unione di uno spermatozoo con una cellula uovo) il feto si sviluppa all’interno dell’utero femminile per un periodo specie-specifico (gestazione). In concomitanza del parto, l’organismo materno rilascia un ormone che attiva la secrezione lattea.

 

Ungulati

Sono caratterizzati dall’avere la parte terminale delle dita ricoperte da robuste unghie (zoccoli).

 

 

Il Superordine degli Ungulati si differenzia in 2 ordini: Perissodattili (es: cavallo) e Artiodattili (tutti gli ungulati selvatici presenti in Europa).

Entrambi caratterizzati da una dieta vegetariana che li ha evolutivamente portati a sviluppare grandi molari con superficie piatta adatti a triturare materiale ricco di fibra. In questa sede ci occuperemo degli Artiodattili in quanto di interesse venatorio. A loro volta gli Ungulati-Artiodattili presenti sul nostro territorio sono distinguibili in 2 sottordini: i Suiformi caratterizzati da uno stomaco unico (monogastrici) e da una dentatura completa, a cui appartiene il cinghiale; i Ruminanti caratterizzati da 3 prestomaci (rumine, reticolo e omaso) e uno stomaco (abomaso), da una dentatura incompleta e dalla presenza di trofei nei maschi e, a volte, nelle femmine.

Le specie appartenenti a quest’ultimo sottordine possono a loro volta essere distinte in due famiglie:

Cervidi e Bovidi.

I Cervidi (cervo, capriolo, daino), caratterizzati da evidenti differenze tra i sessi, i maschi posseggono trofei denominati palchi costituiti da tessuto osseo che vengono persi (posati) e riformati ogni anno attraverso un meccanismo legato al ciclo ormonale.

I Bovidi (camoscio, muflone, stambecco) di entrambi i sessi presentano, invece, corna permanenti ad accrescimento continuo, ad eccezione della femmina di muflone che generalmente ne è sprovvista.

 

 

Suiformi.

Sono caratterizzati da uno stomaco monogastrico utile a digerire alimenti derivanti da una dieta onnivora. Unica specie di interesse cinegetico è il cinghiale che si nutre per l’80 − 90% di alimenti di origine vegetale (tuberi, ghiande, leguminose, ecc.) e per il restante 10 − 20% di alimenti di origine animale (insetti, piccoli mammiferi, uova di uccelli nidificanti a terra, carogne). La composizione della dieta varia in funzione della disponibilità di cibo offerta dallàmbiente, consentendo alla specie di sopravvivere negli ambienti più vari e di adattarsi alle situazioni più diverse.

 Ruminanti.

I Ruminanti possono essere distinti in 3 categorie a seconda delle loro preferenze:

Brucatori selettivi: consumano preferibilmente alimenti ricchi di contenuti nutrienti e facilmente digeribili, come apici vegetativi e gemme di cespugli e alberi, foglie e frutti. A questo gruppo appartiene il capriolo dotato di rumine relativamente piccolo rispetto al corpo, che deve quindi accumulare sostanze molto energetiche alimentandosi più volte al giorno (da 5 a 8 volte in certi periodi dellànno).

Pascolatori puri: possono facilmente cibarsi di alimenti più poveri di elementi in cui predomina la fibra vegetale, come erba, paglia e fieno. Un esempio è il muflone, caratterizzato da un rumine di grosse dimensioni ricco di flora batterica che consente una efficace metabolizzazione delle sostanze ricche di fibra grezza.

Pascolatori intermedi: specie che si adattano alle disponibilità alimentari della stagione divenendo pascolatori o brucatori, come lo stambecco, il cervo, il camoscio ed il daino. Queste specie sono in grado di modificare la dimensione e la funzionalità di tutto l’apparato digerente.

 

Bovidi. Le corna sono proprie dei Bovidi; sono degli astucci di materiale corneo cheratinico che si sviluppano su strutture ossee del cranio con forma di corno (cavicchia ossea o osso del corno). Nel punto d’inserimento del corno con la cavicchia ossea è presente un tessuto connettivo che permette, negli anni, la crescita degli astucci ed il sostegno del corno stesso. Le corna non vengono mai perse e, pur essendo la loro crescita continua, questa subisce un rallentamento durante i mesi invernali per poi riprendere in primavera. Questa interruzione rimane segnata sul corno con un anello detto anello di accrescimento annuo, utile per assegnare lèt`a agli animali. Inoltre làccrescimento in lunghezza è maggiore nei soggetti giovani (alcuni centimetri nel camoscio, decine di centimetri nel muflone e nello stambecco) divenendo più difficile la distinzione degli anelli negli individui anziani in cui ogni anello diventa di ordine millimetrico.

 

Il mantello.

Il mantello degli ungulati è composto da peli di giarra, normale pelo di copertura costituito da peli più lunghi e robusti, e peli di borra, sottopelo fitto e lanuginoso abbondante nel mantello invernale. Nel cinghiale e nel cervo maschio adulto (criniera) sono presenti le setole: peli lunghi ed ispessiti. Gli ungulati compiono due mute annuali, in primavera ed in autunno, che adeguano la consistenza ed il colore del pelo alle particolari condizioni ambientali e climatiche delle diverse stagioni. La muta autunnale avviene tra fine settembre e fine novembre durante la quale gli animali si rivestono di un mantello ricco di peli di borra; in primavera, tra i primi di aprile e la fine di giugno, il mantello invernale viene sostituito da un pelo più leggero adatto alle temperature estive. Anche il colore del mantello varia nelle due stagioni, il mantello invernale è tendenzialmente più scuro rispetto a quello estivo.

In tutti gli Ungulati, soprattutto Cervidi ma anche Bovidi, sono descritti casi di albinismo (mantello bianco), legati ad anomalie del colore del pelo per mancata produzione di melanina. Nel daino è frequente osservare individui completamente bianchi, ma in questo caso si tratta di una possibile colorazione del mantello. Negli individui albini infatti anche il naso e gli zoccoli sono decolorati, cosa che non si osserva nei daini bianchi. Altra colorazione anomala del mantello è rappresentata dal melanismo (mantello molto scuro, quasi nero), sovrapproduzione di melanina che rende il pelo più scuro del normale, anche questa è frequente nel daino.

 

I denti.

Come nella maggior parte dei Mammiferi, anche gli Ungulati sviluppano prima una dentizione da latte che viene poi sostituita da una dentizione definitiva in periodi ben precisi a seconda della specie. Basta quindi conoscere i tempi di eruzione, di cambio e di usura dei denti per assegnare con piccoli margini di errore l’età ad un animale.

Questo vale soprattutto per cervidi e cinghiale, poiché, a differenza dei bovidi, non possiedono corna a crescita continua, strumento assai preciso nell’attribuzione dell’età.

 

I denti nei Suiformi. Nel cinghiale la dentizione completa si ha intorno ai 36 mesi, con l’eruzione del terzo molare inferiore. Sono presenti sia gli incisivi superiori che inferiori, le cuspidi di molari e premolari hanno forma di tubercoli isolati. Nei maschi adulti sono particolarmente sviluppati i canini a crescita continua: quelli superiori denominati difese e quelli inferiori coti o zanne.

 I denti nei Ruminanti. Gli incisivi superiori sono assenti e la mucosa, in corrispondenza della gengiva, forma una sorta di callo detto placca dentale. Posteriormente ai canini modificati, è presente uno spazio privo di denti, detto diastema, che separa la parte anteriore della mandibola dalla porzione triturante, formata da premolari e molari massicci.

I Ruminanti, dopo avere afferrato il cibo con le labbra, lo recidono con gli affilati denti anteriori e, con la lingua, lo spingono posteriormente dove avviene la masticazione.

La struttura dentale è comune a tutti gli Ungulati selvatici presenti in Italia, variano però da specie a specie i tempi di sostituzione e di eruzione dei denti da latte e definitivi. Altrettanto variabile da specie a specie è l’usura dei denti, valutabile, in particolare, sulla faccia superiore (triturante) dei denti

 

 

Lagomorfi

Gruppo di mammiferi di medie dimensioni, occhi ed orecchie grandi, zampe posteriori molto sviluppate atte alla corsa ed al salto. La pelliccia è abbondante: la borra è folta e fine, mentre la giarra è costituita da peli lunghi e ruvidi. L’abbondanza ed il colore del pelo variano in funzione della stagione e dell’ambiente. Il dimorfismo stagionale è particolarmente evidente nella lepre variabile (Lepus timidus), bianca in inverno e grigio-bruna in estate. Tali cambiamenti, che si realizzano attraverso una muta primaverile ed una autunnale, sono regolati da modificazioni dei tassi ormonali a loro volta dipendenti dal numero di ore di luce e dalla temperatura ambientale.

Possiedono due paia di denti incisivi sull’arcata superiore ed uno su quella inferiore, privi di radici e a crescita continua. Quelli superiori sono disposti in due serie, l'una dietro all'altra; mancano i canini, mentre i molari, atti alla macinazione del cibo, presentano pieghe trasversali.

Le specie appartenenti a questo ordine sono erbivori monogastrici caratterizzati da un intestino cieco molto sviluppato con funzione di camera di fermentazione per il foraggio ricco di fibra grezza.

I testicoli sono intraddominali, ma nel periodo riproduttivo aumentano di dimensione e scendono nello scroto alla base del pene.

Le specie appartenenti a quest’ordine, presenti in Italia, confluiscono nella famiglia dei Leporidi e possono essere distinti in 3 generi: Lepus (lepre europea e lepre bianca), Oryctolagus (coniglio selvatico) e Sylvilagus (minilepre). Quest’ultima alloctona, introdotta in Italia negli anni ’60.

 

Roditori

Mammiferi generalmente di piccole dimensioni caratterizzati da arti provvisti di 5 dita armate di artigli (unghie), da incisivi a crescita continua, esposti e a forma di scalpello.

Sono diffusi in tutti i continenti e in molte isole, infatti comprendono circa 1690 specie differenti.

Si nutrono principalmente di foglie, steli, frutti, semi o radici, alcuni sono anche insettivori. Le specie di più piccola dimensione sono molto prolifiche (abbondanti figliate). Costituiscono l’elemento di base della dieta di molti mammiferi carnivori, uccelli e rettili. Alcune specie sono particolarmente importanti per il loro ruolo di diffusori di malattie.

Alcune delle specie appartenenti a quest’ordine, presenti in Italia, confluiscono nella famiglia degli Sciuridi, come: Marmota marmota (marmotta), Sciurus vulgaris (scoiattolo comune), ecc.

 

Carnivori

Fanno parte di questo ordine le famiglie dei Canidi (lupo, volpe, cane, ecc.), dei Felidi (gatto, lince, ecc.), dei Mustelidi (faina, tasso, ermellino, ecc.) e degli Ursidi (orso, ecc.). Queste famiglie raggruppano i predatori terrestri presenti in Italia. Attualmente l’unica specie cacciabile in Italia è la volpe.

Sono tutti monogastrici e si nutrono principalmente di carne, occasionalmente anche di vegetali. Tutte le specie appartenenti a questo ordine posseggono grandi denti canini (zanne) per catturare ed uccidere le prede e denti molari molto sviluppati per lacerare la carne. A seconda della specie, alcuni predatori sono solitari ed altri costituiscono dei branchi. Il limite del territorio di appartenenza viene marcato olfattivamente attraverso l’urinazione o attraverso la spremitura della ghiandola anale durante la defecazione.

 

 

***

 

UCCELLI

Classe di vertebrati il cui corpo, nella deambulazione, è sostenuto dai soli arti posteriori, mentre gli anteriori sono trasformati in ali. Le ossa lunghe dello scheletro sono generalmente pneumatizzate, cioè le cavità sono piene d’aria per alleggerire il peso del corpo. La bocca è costituita da un becco sporgente privo di denti, provvisto di un astuccio corneo (ranfoteca).

La cute è rivestita di penne eccetto quella dei piedi che è ricoperta da squame in quasi tutte le specie (unica eccezione, tra quelli d’interesse venatorio, è costituita dai Tetraonidi, con piume su tutto il metatarso).

Apparato digerente.

La cavità boccale continua nell’esofago e quindi nell’ingluvie o gozzo (dilatazione presente alla base del collo dove làlimento si accumula in attesa della digestione).

Gli uccelli sono caratterizzati dalla presenza di due stomaci:

• stomaco muscolare o ventriglio: costituito da pareti muscolari spesse, con funzione di triturare l’alimento con l’aiuto di sassolini ingeriti volontariamente a questo scopo.

• stomaco ghiandolare o proventriglio: costituito da pareti spesse secernenti i succhi gastrici;

L’intestino è caratterizzato da due ciechi che servono per la decomposizione batterica degli alimenti

fibrosi; segue la cloaca, via comune di eliminazione della componente alimentare non digerita (feci per i mammiferi), dei materiali prodotti dagli organi escretori e riproduttori. L’escreto così composto assume il nome di guano.

Apparato respiratorio.

Il polmone degli uccelli è più efficiente di quello dei mammiferi in quanto l’aria lo attraversa con un flusso unidirezionale, con una miscelazione dell’aria fresca con quella residua. I polmoni sono adesi alle costole e connessi a sacchi aerei che si estendono fra gli organi interni ed in parti dello scheletro.

Apparato riproduttore.

Nel maschio sono presenti due testicoli ovoidali adesi alla parete anteriormente ai reni, che si ingrossano nel periodo riproduttivo. Nelle femmine nella stessa posizione si trovano le ovaie. In seguito ad accoppiamento con fecondazione interna, la femmina depone uova incubate esternamente.

 

Classificazione

Si distinguono 5 ordini di particolare interesse venatorio: Galliformi, Anseriformi, Passeriformi, Caradriformi e Columbiformi.

E’ importante anche ricordare alcune specie particolarmente protette appartenenti agli ordini degli Strigiformi e dei Falconiformi.

 

Galliformi

Hanno ali brevi e forti e sono relativamente pesanti (ad eccezione della quaglia) infatti non effettuano lunghi spostamenti. Vivono e covano al suolo ma alcuni di notte si spostano sugli alberi. I pulcini sono nidifughi (abbandonano il nido poco dopo la schiusa) e già in grado di volare pochi giorni dopo la schiusa.

Unica famiglia di interesse venatorio è quella dei Fasianidi nella quale distinguiamo tre sottofamiglie.

Tetraonidae (gallo forcello, pernice bianca)

Animali tipici della zona faunistica delle Alpi, sono specie di origine artica che, seguendo le glaciazioni, hanno raggiunto l’arco alpino. Con la retrazione dei ghiacciai europei le popolazioni sopravvissute sulle Alpi si sono diversificate da quelle del nord Europa ed hanno originato delle sottospecie tipiche. Sono caratterizzati da elementi morfologici di carattere evolutivo sviluppati per sopportare il freddo tipico delle quote alle quali normalmente vivono:

• narici di dimensioni ridotte e coperte da piccole penne;

• zampe piumate e senza speroni per facilitare il galleggiamento sulla neve;

• intestini ciechi molto sviluppati, per la digestione batterica della cellulosa in rapporto ad una dieta prevalentemente erbivora.

Altri elementi tipici sono gli spazi nudi sopraoculari (caruncole) e il piumaggio estremamente compatto. Le loro popolazioni sono attualmente in regresso sull’intero arco alpino in relazione sia alle modifiche ambientali causate da un diverso utilizzo della montagna, sia ad un eccessivo disturbo antropico, sia a variazioni climatiche generali.

 

Perdicinae (coturnice, pernice rossa, starna e quaglia)

Sottofamiglia diffusa in tutto il mondo; alcune specie possono spingersi fino a 5000 mt di altitudine.

Caratterizzati da becco e zampe corti, corpo tozzo, livrea uniforme. Di solito sono onnivori. Formano coppie fisse (monoginiche).

 

 Phasianinae

Sottofamiglia diffusa in Europa e in Asia. Caratterizzata da una lunga coda e da un forte dimorfismo sessuale. Il fagiano comune presente in Italia `e originario dell’Asia ed è stato introdotto dall’uomo in gran parte del mondo. In Europa già al tempo dell’antica Roma.

fagiano comune.

 

Anseriformi

Comprendono anatre, oche e cigni.

Gli uccelli appartenenti a questo ordine sono caratterizzati da un becco largo ed una lingua carnosa.

Le zampe sono corte e le tre dita sono unite da membrane interdigitali che rendono questi animali atti al nuoto. La coda è generalmente corta e le ali sono di media lunghezza.

Sono diffusi in tutto il mondo ad eccezione dell’Antartide, si nutrono di animali e piante acquatiche ed in particolari momenti dell’anno si riuniscono in gruppi per compiere migrazioni.

Vengono distinti in anatre di superficie e in anatre tuffatrici a seconda delle abitudini alimentari e comportamentali: le prime prediligono acque poco profonde, si nutrono prevalentemente di piante immergendo il collo e la parte anteriore del corpo ed esplorando lo strato superficiale dell’acqua, mentre la parte posteriore del corpo emerge completamente sopra il filo dell’acqua; le seconde prediligono acque più profonde, si immergono e nuotano in apnea per cercare il cibo. Al momento dell’involo effettuano una breve corsa sul filo dell’acqua.

All’interno della famiglia degli Anatidi esiste una unica sottofamiglia di interesse venatorio, caratterizzata dalla presenza di soggetti con un collo abbastanza corto ed un piumaggio generalmente differente nei due sessi.

Unica specie cacciabile: germano reale.

 

Passeriformi

Questo ordine comprende specie con caratteri morfologici ed ecologici assai diversi; sono di piccole

dimensioni e diffusi pressoché in tutto il mondo. Le zampe sono sottili e sono provviste di quattro dita, tre anteriori ed una posteriore, adatte alla prensione sui rami. A seconda dell’alimentazione si distinguono passeriformi granivori, caratterizzati da un becco conico, ed insettivori, caratterizzati da un becco sottile. Costruiscono nidi complessi a forma di coppa costituiti da un intreccio di rametti.

Esistono 69 famiglie, due di interesse venatorio:

Corvidi (cornacchia nera, cornacchia grigia e gazza)

Caratterizzati da dimensioni anche considerevoli, becco robusto, piumaggio di colorazione spesso scura onnivori e diffusi in tutto il mondo. Spesso hanno comportamento predatorio verso altre specie animali. Sono animali sinantropi (vivono e si avvantaggiano della presenza dell’uomo) che devono l’incremento delle loro popolazioni alla grossa disponibilit`a alimentare legata ai rifiuti prodotti dall’uomo.

 

Turdidi (cesena, tordo bottaccio e tordo tassello)

Caratterizzati da scarso dimorfismo sessuale, medie dimensioni, becco robusto, coda lunga e squadrata e da una alimentazione mista.

 

 

Caradriformi

I Caradriformi (Charadriiformes, Huxley 1867) sono un ordine a cui fanno capo molte famiglie di uccelli di mare quali i gabbiani e le alche. Vivono sulle spiagge marine o sui territori interni ricchi d’acqua. Si procurano il cibo sondando con il lungo becco la sabbia, il fango o l’acqua poco profonda. La colorazione è uguale nei due sessi. Numerose specie nidificano nelle regioni artiche e compiono lunghe migrazioni a sud per svernare.

Le specie appartenenti a questo ordine presentano caratteri morfologici assai diversi: zampe e becco da molto lunghi a molto corti, dita generalmente unite da membrane interdigitali. Hanno un’alimentazione interamente o prevalentemente animale e sono diffusi in quasi tutto il mondo.

Appartengono a quest’ordine: beccacini, piovanelli, sterne, pulcinelle di mare, avocette e cavaliere d'Italia, pivieri e pavoncelle.

 

Columbiformi

Uccelli di piccole o medie dimensioni, particolarmente diffusi nelle regioni temperate e tropicali. Il capo è piccolo con un becco generalmente poco robusto, collo e zampe sono corte. Il gozzo è molto voluminoso e serve per accumulare il cibo per làlimentazione dei nidiacei (pulcini che vivono ancora nel nido). Il piumaggio è uguale nei due sessi.

Appartengono a quest’ordine la tortora e il colombaccio.

 

Falconiformi

Fanno parte di questo Ordine gli avvoltoi, i falchi, i nibbi, le aquile e i condor. Presentano un corpo robusto e tozzo, largo nella regione pettorale; il becco è corto e robusto, uncinato all’estremità; le zampe terminano con 4 dita armate di forti artigli ricurvi e aguzzi. Sono dei predatori diurni, molto abili nel volo e dotati di grandi occhi e vista acuta. Le femmine sono di dimensioni maggiori o uguali a quelle dei maschi. Si nutrono di vertebrati di ogni tipo (uccelli, pesci, piccoli e medi mammiferi) e, alcuni, anche di carogne.

Appartengono a quest’ordine:

Le famiglie principali sono gli Accipitridi (falco pecchiaiolo, nibbio bruno, astore, sparviere, poiana, tutte le aquile) e i Falconidi (falco lanario, falco pellegrino, lodolaio, gheppio).

 

Strigiformi

Fanno parte di questo ordine i gufi, le civette, gli allocchi e i barbagianni e gli assioli. Presentano corpo tozzo, capo grande e rotondeggiante con occhi grossi circondati da un disco facciale di piume radiali. Hanno grandi aperture auricolari; becco corto, curvo ed uncinato; piedi corti spesso rivestiti da piume e caratterizzati dal dito posteriore reversibile per afferrare con gli artigli le prede. Sono attivi principalmente di notte o al crepuscolo, ed alcuni anche di giorno. Si nutrono di piccoli mammiferi, uccelli ed artropodi.

***

 

 

ANFIBI 

Originatisi nel lontano Devoniano, più o meno quattrocento milioni di anni fa, possono essere Anùri (senza coda), Caudati (o Urodèli) e Gimnòfioni (o Apodi). Questi ultimi (molto simili agli anellidi) non esistono in Europa ma sono presenti nelle zone equatoriali di America, Asia ed Africa.

Il corpo è di aspetto molto vario:  tozzo e privo di coda negli Anuri, lacertiforme o anguilliforme con coda nei Caudati, vermiforme nei Gimnofioni,

Diffusi in quasi tutto il mondo, comprendono oltre 3000 specie, sia terrestri sia d'acqua dolce, la maggior parte delle quali vive nelle regioni tropicali. Costituiscono una classe di Vertebrati e comprendono animali eterotermi che, come indica il nome (dal gr. amfì, doppio, e bìos, vita) presentano una duplice modalità di vita in quanto durante la fase larvale vivono obbligatoriamente nell'acqua e, dopo aver subito una caratteristica metamorfosi, allo stato adulto possono passare a vivere sulla terraferma.

 Negli anfibi adulti la respirazione avviene soprattutto tramite i polmoni, ma al riguardo esistono non poche eccezioni; nelle forme che conducono prevalentemente vita acquatica, i polmoni sono lisci e sacciformi, talora ridotti o atrofizzati come in molti Caudati, e spesso vengono utilizzati come organi idrostatici, svolgendo quindi una funzione analoga a quella della vescica natatoria dei pesci: in questo caso, gli scambi gassosi avvengono attraverso la pelle (respirazione cutanea) e la mucosa riccamente vascolarizzata della bocca e del faringe. Negli anfibi a vita prevalentemente terrestre e nei quali la respirazione è essenzialmente polmonare, i polmoni hanno la parete interna pieghettata. Inoltre, negli adulti degli Anuri, i polmoni rivestono un ruolo di grande importanza anche nell'emissione di suoni in quanto sono associati ad un apparato vocale; questo, che in genere è funzionante solo nei maschi e limitatamente al periodo della riproduzione, consiste in un paio di pieghe epiteliali poste nel laringe, funzionanti da corde vocali, e in grandi sacche di risonanza, situate agli angoli dell'apertura boccale o nella regione della gola, che amplificano il suono prodotto dalle suddette pieghe allorché vengono fatte vibrare dal passaggio dell'aria durante gli atti respiratori. I suoni così prodotti, molto vari e caratterizzanti le singole specie, svolgono funzioni importantissime nell'incontro tra maschi e femmine, nella delimitazione del proprio territorio o negli avvertimenti lanciati ai compagni. Tra i Caudati, solo un numero ristretto di specie è invece in grado di emettere veri e propri suoni. 

ANURI (senza coda). Rane e rospi.
Comprende circa 2.900 specie, che sono sprovviste di coda; non presentano un collo distinto tra capo e tronco, che è corto, con poche vertebre e urostilo finale, che deriva dalla fusione delle vertebre coccigee. Le coste sono assenti o ridotte; gli arti posteriori sono molto più lunghi di quelli anteriori, atti al salto e con membrane interdigitali. La fecondazione in genere è esterna. I girini sono acquatici, con metamorfosi cospicua e vegetariani; gli adulti sono invece carnivori e anche terrestrI.

CAUDATI (ovvero Urodeli: con la coda). Tritoni, salamandre.

Sono tipicamente dotati di due paia di zampe, di cui quelle anteriori sono di solito tetradattile, le posteriori pentadattile. Lo sviluppo delle zampe è molto vario: le specie che conducono vita acquatica hanno in genere zampe molto corte, sproporzionate rispetto alle dimensioni corporee, come negli Anfiumidi e nei Proteidi; i Sirenidi sono dotati unicamente di un paio di piccole zampe anteriori, mentre i Gimnofioni sono completamente privi di zampe (e perciò detti anche Apodi) e dei relativi cinti; negli Anuri, le zampe posteriori sono più sviluppate delle anteriori, talora in maniera considerevole, e sono tipicamente atte al salto. Anche il numero delle dita può subire varie riduzioni, e le dita stesse possono essere libere o collegate da membrane.  

I sessi sono separati e spesso è presente un marcato dimorfismo sessuale; generalmente i maschi si distinguono dalle femmine per le minori dimensioni, per la colorazione più vistosa e per altri caratteri che compaiono nel periodo della riproduzione, quali la cresta dorsale mediana dei maschi dei tritoni, l'ingrossamento del primo dito degli arti anteriori dei maschi degli Anuri ecc. La riproduzione avviene mediante fecondazione, cioè a dire mediante fusione di spermatozoi e uova.          

L'inseminazione è esterna nella maggior parte degli Anuri, interna, con o senza accoppiamento, nei Gimnofioni, nella maggioranza dei Caudati ed in alcuni Anuri. Gli anfibi. sono prevalentemente ovipari e, a seconda della specie, depongono le uova nell'acqua ove le fissano isolatamente sulle piante o le raggruppano in grosse masse, oppure sulla terraferma, in cavità sotterranee; in alcune specie, le femmine portano le proprie uova sul dorso, in altre le attaccano alle zampe posteriori dei maschi; molte specie depongono le uova in una sorta di nido o riparo formato da sostanze vegetali. Dopo la deposizione, le uova vengono generalmente abbandonate a se stesse, però esistono parecchi casi in cui le femmine, più raramente i maschi, provvedono a sorvegliarle e a proteggerle fino alla loro schiusa. Alcune specie sono vivipare, altre ovovivipare. 

Lo sviluppo è nella maggior parte dei casi indiretto; dalle uova sgusciano larve di aspetto molto vario, che si differenziano profondamente nei tre ordini attuali (Caudati, Gimnofioni ed Anuri), e che conducono vita acquatica. Dal punto di vista ecologico, le larve degli anfibi rivestono un ruolo di notevole importanza; infatti, esse hanno un'alimentazione prevalentemente fitofaga e sfruttano, quindi, fonti di cibo diverse da quelle degli adulti, i quali sono invece zoofagi; inoltre, grazie alle proprie elevate capacità di adattamento, le larve hanno consentito l'insediamento di questi animali in ambienti altrimenti inaccessibili. La trasformazione della larva in adulto (metamorfosi) è legata a profonde modificazioni morfologiche e strutturali, oltre che fisiologiche, accompagnate quasi sempre dal passaggio dalla vita acquatica a quella terrestre. La durata dello stadio larvale varia da specie a specie, da pochi giorni fino a parecchi anni, ed è influenzata da vari fattori ambientali.


Gli
anfibi popolano le acque dolci durante tutta la loro vita o limitatamente al periodo larvale e solo poche specie, tra cui il rospo smeraldino (Bufo viridis) e varie specie del genere Rana, si rinvengono anche nelle acque salmastre; non esistono vere e proprie forme marine. Le specie terrestri scelgono i luoghi umidi, in prossimità delle acque, in quanto necessitano di un ambiente ricco di umidità che consenta la respirazione cutanea e limiti contemporaneamente l'eccessiva perdita d'acqua.

Di solito sono solitari, ma molti sono gregari, specialmente al tempo della maturità sessuale e della riproduzione quando tutti i membri di una popolazione si muovono contemporaneamente verso i luoghi più idonei alla ovideposizione. Gli adulti si nutrono prevalentemente di insetti e di altri piccoli invertebrati.

***

 

PER ASCOLTARE I CANTI DEGLI UCCELLI

http://www.entropy.it/fotografia/Uccelli/Canti/