CORSO DI LAUREA IN

PROGETTAZIONE E GESTIONE DELL'AMBIENTE

 

GESTIONE DELLE RISORSE FAUNISTICHE E ZOOTECNICHE

 

POLO UNIVERSITARIO DI BRACCIANO - ANNO ACCADEMICO 2010-2011

VAI ALL'INDICE

     

 

DEFINIZIONI DI BASE

 

 

Ecosistema

L'ecosistema è l’insieme di esseri viventi, dell'ambiente circostante e delle relazioni chimico-fisiche in uno spazio ben delimitato. L'ecosistema è pertanto un "ambiente" più piccolo nelle dimensioni rispetto alla definizione generale di "ambiente". L'ecosistema è una unità ecologica fondamentale. E' composta dagli organismi viventi in una determinata area (biocenosi) e dall'ambiente fisico (biotopo).

 

Per appartenere ad una fauna, una specie o una popolazione deve far parte integrante dell'ecosistema che la ospita, si deve automantenere e trovare perfettamente inserita in una catene alimentare e quindi all'interno di quei flussi energetici che regolano gli equilibri di quell'ecosistema. Per questo motivo ne fanno parte soltanto le specie stanziali o di transito abituale (migratori che ritornano in quel luogo più o meno regolarmente) e sono da escludere le specie avvistate eccezionalmente e le forme domestiche e di allevamento, elementi estranei ai meccanismi regolatori di quella biocenosi.

 

Il concetto di fauna, inteso sempre scientificamente, equivale pertanto al termine di "fauna selvatica", poiché, per i motivi appena citati, non può esistere una "fauna domestica".

 

In ecologia il termine biocenosi (o comunità) deriva dalle parole di lingua greca βιος (bios = vita) e κοινος (koinosis = comune) ed indica la comunità delle specie di un Ecosistema che vive in un determinato ambiente, o, meglio, in un determinato biotopo (dal greco βιος = vita e τοπος = luogo), cioè un'area in cui le condizioni fisico-chimiche ed ambientali sono costanti. Il biotopo, per le sue caratteristiche, può essere definito come l'unità fondamentale dell'ambiente.

L'Ecosistema è formato quindi da Biocenosi e da Biotopo

 

I fattori ambientali sono i fattori che determinano tutti i cambiamenti che modificano la vita, sia vegetale che animale e quindi gli equilibri dell'ambiente naturale (dei biomi e degli ecosistemi).

Questi fattori possono distinguersi in fattori abiotici, fattori biotici e fattori limitanti.

 

Fattori abiotici  I fattori abiotici sono i componenti di un ecosistema che non hanno vita (dal greco bios, cioè vita, con il prefisso -a, senza). Quindi la luce, la terra, le rocce, l'acqua, il clima, la temperatura, la pressione ecc... In poche parole: l'ambiente circostante tranne animali e piante.

 

Fattori biotici  I fattori biotici, detti anche fattori biologici, sono quelli "vitali", la parola deriva dal greco "bios", cioè vita. Come ad esempio la presenza di specie viventi in competizione, le malattie e la disponibilità di cibo che costituiscono l'ecosistema. L'ecosistema è un sistema complesso formato da organismi che vivono in un determinato ambiente. Gli animali e le piante costituiscono le componenti biotiche dell’ecosistema, mentre il sottosuolo, l'aria e l'acqua, la luce, la temperatura, il clima, le piogge, ecc. fanno parte della componente abiotica

 

Fattori limitanti

Sono i fattori (sia biotici che abiotici) fondamentali e senza cui un organismo non può vivere.

Ad esempio per gli esseri umani (e per tutti gli animali che richiedono condizioni aerobiche) la presenza di una certa quantità di ossigeno nell'aria è limitante, in quanto senza di esso, a prescindere da tutti gli altri fattori, cesserebbero di vivere. Ovviamente un fattore può essere limitante per un organismo ma non per un altro. La presenza di luce ad esempio è basilare per la vita delle piante tramite la fotosintesi clorofilliana, ma non è limitante per un proteo che vive al buio delle grotte.

 

Biodiversità

• La biodiversità è la diversità della vita.

La diversità della vita è a sua volta scindibile in tre sottolivelli:

• diversità degli ecosistemi (ambienti naturali quali acque, boschi, spazio alpino);

• diversità delle specie (animali, piante, funghi, microrganismi);

• diversità del patrimonio genetico (razze o varietà di specie selvatiche e domestiche).

Un quarto livello è costituito dalla biodiversità funzionale, ovvero dalla diversità delle interazioni che si esplicano all’interno e fra i tre livelli.

“Per biodiversità si intende l'insieme di tutte le forme viventi, geneticamente dissimili e degli ecosistemi ad esse correlati. Quindi biodiversità implica tutta la variabilità biologica: di geni, specie, habitat ed ecosistemi.

L'anno 2010 è stato dichiarato dall'ONU l'Anno internazionale della biodiversità (IYB2010).

La traduzione italiana del termine inglese biodiversity modifica, leggermente, ma in modo determinante il significato. In inglese diverse significa vario, molteplice, mentre in italiano diverso ha un significato quasi negativo, poiché indica qualcosa o qualcuno che devia dalla norma o differisce da uno standard di riferimento; una traduzione più fedele sarebbe biovarietà o varietà della vita presente sul pianeta. Ciò nonostante, il termine biodiversità, anche se nato come calco linguistico spontaneo, si è ormai consolidato e viene comunemente utilizzato nei diversi ambiti scientifici e culturali.” ( Wikipedia, che a volte è utile).

 

Biodiversità è un termine molto ampio che comprende gli esseri viventi che popolano la Terra. Anche noi facciamo parte della biodiversità e sfruttiamo i servizi che ci offre: la biodiversità ci fornisce cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana.

Biodiversità è la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra, e si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi. Una varietà incredibile di organismi, esseri piccolissimi, piante, animali ed ecosistemi tutti legati l’uno all’altro, tutti indispensabili. Anche noi facciamo parte della biodiversità e sfruttiamo i servizi che ci offre: grazie alla biodiversità la Natura è in grado di fornirci cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana.

Il 2010 è stato proclamato dall'Onu Anno Internazionale della Biodiversità     

 

Attenzione: dovete studiare per bene questo allegato: BIODIVERSITA'  E SVILUPPO RURALE laddove cita le biodiversità animali.                          

(vedi anche wwf)

 

Identità culturale

La cultura è l’insieme degli aspetti spirituali, materiali, intellettuali ed emozionali che contraddistinguono una società o un gruppo sociale, ed è stata costruita da quella società nel corso di tutta la storia.

L’identità culturale di una società deriva dall’evoluzione di un determinato gruppo sociale in rapporto con il territorio.

Nelle zone ad economia agricola, l'identità culturale, trasmessa di padre in figlio, si è da sempre espressa nel rapporto con la "terra".

E, per quanto ci riguarda, si è espressa nell’allevamento e nella convivenza con gli animali: quelli allevati, da un lato, e quelli selvatici dall'altro.

 

Fauna

E' l'insieme delle specie animali che vivono naturalmente in un territorio ben definito (nazione, regione, bosco, valle, ecc.).

"La fauna è costituita dall'insieme di specie e di popolazioni animali, vertebrati ed invertebrati, residenti in un dato territorio, stanziali o di transito abituale, ed inserite nei suoi ecosistemi; essa, costituitasi in seguito ad eventi storici (paleogeografici e paleoclimatici), comprende le specie autoctone e le specie immigrate divenute ormai indigene, come pure le specie introdotte dall'uomo o sfuggite ai suoi allevamenti ed andate incontro ad indigenazione, perché inseritesi autonomamente in ecosistemi appropriati; non fanno parte della fauna gli animali domestici e di allevamento."

 

Faunistico

Della fauna.

 

Zootecnia

Scienza che studia la riproduzione e l'evoluzione genetica degli animali d'allevamento utili all'uomo, allo scopo di selezionare specie e razze sempre migliori e più produttive.

 

Sinantropi

Si definiscono animali sinantropi quegli animali che, pur non appartenendo all’uomo, ne condividono gli spazi. In genere si tratta di mammiferi quali i roditori, insetti o rettili indesiderati che trovano nella casa o nelle sue vicinanze l’habitat ideale per vivere e riprodursi.

 

Genotipo e Fenotipo

Il genotipo è la costituzione genetica di un organismo, ovvero l'insieme dei geni presenti nel suo genoma.

Il fenotipo è la effettiva, totale manifestazione fisica (e visibile) di un organismo.

 

Omeotermi

Organismi viventi caratterizzati da stabilità termica del corpo. La temperatura di un omeotermo rimane, entro certi limiti, costante indipendentemente dalle oscillazioni termiche dell'ambiente e dal variare della quantità di calore prodotta nei processi metabolici, grazie a meccanismi interni di termoregolazione.

Animali omeotermi sono ad esempio gli Uccelli ed i Mammiferi, i quali si distinguono dagli animali ectotermi come i Rettili, la cui temperatura dipende strettamente da quella esterna e devono necessariamente passare diverse ore al sole per poterla regolare. Gli animali omeotermi vengono anche chiamati a sangue caldo, mentre gli ectotermi vengono detti a sangue freddo.


Filiera

 

Per filiera si intende, in senso lato, l'insieme articolato (anche detto 'rete' o 'sistema') che comprende le principali attività (ed i loro principali flussi materiali e informativi), le tecnologie, le risorse e le organizzazioni che concorrono alla creazione, trasformazione, distribuzione, commercializzazione e fornitura di un prodotto finito.

La filiera può essere semplice (corta) o complessa (lunga) a seconda di quanti passaggi subisce il prodotto prima di arrivare al prodotto finito.

Il concetto di filiera è valido per qualsiasi tipo di prodottto. Tuttavia, per la loro importanza per il consumatore, sono considerate primarie per importanza le filiere alimentari.

Le filiere alimentari possono essere più o meno complesse; le filiere ortofrutticole sono più semplici di quelle lattiero-casearie o animali.

Una filiera è detta implosiva quando da un prodotto finito si vanno a ricercare tutti i prodotti che hanno concorso alla sua realizzazione; esplosiva quando da un prodotto si trovano tutti i suoi derivati.

 

Una filiera è detta corta quando contempla un numero circoscritto di intermediari commerciali tra il produttore e il consumatore, portando anche al contatto diretto fra i due. Il primo obiettivo di una filiera corta è ridurre il prezzo finale di un prodotto. Esempio di filiera corta sono i mercati contadini.

 

Il controllo di filiera

 La filiera controllata è una certificazione rilasciata ad una azienda da un ente terzo indipendente che dichiara che il prodotto dell'azienda ha:

 -    una assoluta rintracciabilità che dice al consumatore tutti i passaggi che il prodotto ha fatto, chi li ha fatti e come.

 -  standard igienico-sanitari (per gli alimentari) rigorosi definiti secondo i criteri dell'HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Point).

Il risultato di questi due fattori è la cosiddetta Tracciabilità di Filiera: dal punto di vista della Filiera, quindi, non conta tanto la zona di produzione o la tradizione produttiva del prodotto (come invece è per i marchi IGP), quanto chi è intervenuto a produrlo, trasformarlo, inscatolarlo e poi commercializzarlo.

L’identificazione di tutte le aziende coinvolte nel processo (dalla produzione primaria, all’industria di trasformazione, alla commercializzazione) di un dato articolo permette al consumatore di riconoscere le responsabilità di tutti i soggetti che contribuiscono all'ottenimento del prodotto alimentare e di conoscere la provenienza di tutte le materie prime che costituiscono i prodotti, i metodi di produzione, i processi di lavorazione, le modalità di trasporto adottate.

 

L’adozione di un sistema di tracciabilità supporta efficacemente le aziende in tutte le certificazioni, da quelle ambientali a quelle di prodotto e di processo: a tal proposito l’UNI ha pubblicato nel 2001 la norma 10939 "Sistema di rintracciabilità nelle filiere agro-alimentari - principi generali per la progettazione e l'attuazione".

 Lo scopo finale è quello di garantire l'assoluta sicurezza alimentare: sotto questo profilo, assume particolare interesse la recente approvazione dello Standard ISO 22000:2005.

 

 

.

TORNA ALL'INDICE