CORSO DI LAUREA IN

PROGETTAZIONE E GESTIONE DELL'AMBIENTE

 

GESTIONE DELLE RISORSE FAUNISTICHE E ZOOTECNICHE

 

POLO UNIVERSITARIO DI BRACCIANO - ANNO ACCADEMICO 2010-2011

VAI ALL'INDICE

     

 

Concetti di cinofilia

 

 

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
ORDINANZA 3 marzo 2009
Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani. (G.U. Serie Generale n. 68 del 23 marzo 2009)
IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
Visto il Regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320; Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto l'art. 10 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987, firmata dall'Italia;
Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28
febbraio 2003, concernente il «Recepimento dell'accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano del 6 febbraio 2003, recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2003;
Visti gli articoli 650 e 727 del codice penale;
Vista l'Ordinanza del Ministro della salute del 14 gennaio 2008, concernente «Tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 23 del 28 gennaio 2008;
Ritenuto di dover adottare una nuova Ordinanza in materia, in quanto l'allegato A non solo non ha ridotto gli episodi di aggressione ma, come confermato dalla letteratura scientifica di Medicina Veterinaria, non e' possibile stabilire il rischio di una maggiore aggressivita' di un cane sulla base dell'appartenenza ad una razza o ai suoi incroci;
Ritenuta la necessita' e l'urgenza di mantenere, in attesa dell'emanazione di una disciplina normativa organica in materia, disposizioni cautelari a tutela dell' incolumita' pubblica;
Vista la sentenza della III sezione penale della Corte di cassazione n. 15061 del 13 aprile 2007, con la quale la Suprema Corte ha ritenuto che l'uso del collare di tipo elettrico, quale «congegno che causa al cane una inutile e sadica sofferenza», rientra nella previsione di cui all'art. 727 ora art. 544-ter del codice penale che vieta il maltrattamento degli animali;
Visto il decreto ministeriale 23 maggio 2008 recante «Delega delle attribuzioni del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per taluni atti di competenza dell'Amministrazione al Sottosegretario di Stato on.le Francesca Martini», registrato alla Corte dei conti il 10 giugno 2008, registro n. 4, foglio n. 27;


Ordina:
Art. 1.
1. Il proprietario di un cane e' sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell'animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall'animale stesso.
2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta' ne assume la responsabilita' per il relativo periodo.
3. Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure:
a) utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell'animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;
b) portare con se' una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l'incolumita' di persone o animali o su richiesta delle Autorita' competenti;
c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonche' sulle norme in vigore;
e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.
4. Vengono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani con rilascio di specifica attestazione denominata patentino. Detti percorsi sono organizzati da parte dei comuni congiuntamente con le aziende sanitarie locali, in collaborazione con gli ordini professionali dei medici veterinari, le facolta' di medicina veterinaria, le associazioni veterinarie e le associazioni di protezione degli animali.
5. Il medico veterinario libero professionista informa i proprietari di cani in merito alla disponibilita' di percorsi formativi e, nell'interesse della salute pubblica, segnala ai servizi veterinari della ASL la presenza, tra i suoi assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale, in quanto impegnativi per la corretta gestione ai fini della tutela dell'incolumita' pubblica.
6. I comuni in collaborazione con i servizi veterinari, sulla base dell'anagrafe canina regionale decidono, nell'ambito del loro compito di tutela dell'incolumita' pubblica, quali proprietari di cani hanno l'obbligo di svolgere i percorsi formativi. Le spese riguardanti i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane.
7. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali con proprio decreto, emanato entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente ordinanza, stabilisce i criteri e le linee guida per la programmazione dei corsi di cui al comma 4.
Art. 2.
1. Sono vietati:
a) l'addestramento di cani che ne esalti l'aggressivita';
b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l'aggressivita';
c) la sottoposizione di cani a doping, cosi' come definito all'art. 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376;
d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, con particolare riferimento a:
1) recisione delle corde vocali;
2) taglio delle orecchie;
3) taglio della coda, fatta eccezione per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, sino all'emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia. Il taglio della coda, ove consentito, deve essere eseguito e certificato da un medico veterinario, entro la prima settimana di vita dell'animale;
e) la vendita e la commercializzazione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d).
2. Gli interventi chirurgici su corde vocali, orecchie e coda sono consentiti esclusivamente con finalita' curative e con modalita' conservative certificate da un medico veterinario. Il certificato veterinario segue l'animale e deve essere presentato ogniqualvolta richiesto dalle autorita' competenti.
3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione al presente articolo sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell'articolo 544-ter del codice penale.
4. E' fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con se' strumenti idonei alla raccolta delle stesse.
Art. 3.
1. Fatto salvo quanto stabilito dagli articoli 86 e 87 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 «Regolamento di Polizia veterinaria», a seguito di morsicatura od aggressione i Servizi veterinari sono tenuti ad attivare un percorso mirato all'accertamento delle condizioni psicofisiche dell'animale e della corretta gestione da parte del proprietario.
2. I Servizi veterinari, nel caso di rilevazione di rischio potenziale elevato, in base alla gravita' delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose, stabiliscono le misure di prevenzione e la necessita' di un intervento terapeutico comportamentale da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale.
3.I Servizi veterinari devono tenere un registro aggiornato dei cani identificati ai sensi del comma 2.
4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al comma 3 provvedono a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilita' civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e devono applicare sempre sia il guinzaglio che la museruola al cane quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.
Art. 4.
1. E' vietato possedere o detenere cani registrati ai sensi dell'art. 3, comma 3:
a) ai delinquenti abituali o per tendenza;
b) a chi e' sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale;
c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni;
d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva o decreto penale di condanna, per i reati di cui agli articoli 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies del codice penale e, per quelli previsti dall'art. 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189;
e) ai minori di 18 anni, agli interdetti ed agli inabili per infermita' di mente.
Art. 5.
1. La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alle Forze armate, di Polizia, di Protezione civile e dei Vigili del
fuoco.
2. Le disposizioni di cui all'art. 1, comma 3, lettere a) e b) e all'art. 2, comma 4 non si applicano ai cani addestrati a sostegno
delle persone diversamente abili.
3. Le disposizioni di cui all'art. 1, comma 3, lettere a) e b) non si applicano ai cani a guardia e a conduzione delle greggi e ad altre tipologie di cani comunque individuate con proprio atto dalle regioni o dai comuni.
Art. 6.
1. Le violazioni delle disposizioni della presente ordinanza sono sanzionate dalle competenti Autorita' secondo le disposizioni in vigore.
Art. 7.
1. La presente ordinanza ha efficacia per 24 mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
La presente ordinanza e' trasmessa alla Corte dei conti per la registrazione.


Roma, 3 marzo 2009
p. Il Ministro
Il Sottosegretario di Stato
Martini
Registrato alla Corte dei conti il 17 marzo 2009
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 1, foglio n. 195

 

 


 

 

Riferimenti legislativi e definizioni relativi all'attività venatoria.

Normativa di riferimento: richiami

• L.r. 18/04

• D.P.G.R. 4359/93

• L.r. 70/96

• L. 189/04

L’Art. 49, comma 1 lettera c della L.r. 70/96 ( a pagina 153) pone dei limiti nel numero di cani utilizzabili durante l’esercizio della caccia: 2 per ogni cacciatore e 4 per cacciatori in comitiva, ad esclusione della caccia al cinghiale.

L’addestramento dei cani da caccia può avvenire dal 15 agosto al quarto giorno antecedente l’apertura della caccia 1 negli ATC (Ambienti Territoriali di Caccia) e dal 1◦ settembre al quarto giorno antecedente l’apertura della caccia nei CA (Comprensori Alpini).

E’ vietato addestrare o allenare i cani nei seguenti luoghi e tempi:

• nelle oasi, ZRC (Sone Ripopolamento e Cattura), centri pubblici, parchi naturali, aree attrezzate, in generale in tutte le zone ove è vietata la caccia;

• a distanza inferiore a 100 m dai luoghi ove la caccia è vietata, dalle AFV (Aziende Faunisto Venatorie) e ATV (Aziende Turistico Venatorie), dai centri privati di riproduzione della fauna selvatica;

• nell’ATC o nel CA nel quale il cacciatore non è ammesso;

• il martedì ed il venerdì;

• nei terreni in attualità di coltivazione.

 

Possono essere istituite sul territorio zone di addestramento cani, che possono essere di 3 tipologie:

Tipo A: ove sono permessi l’addestramento, l’allenamento e le gare per cani da ferma con divieto di sparo;

Tipo B: ove sono permessi l’addestramento, l’allenamento e le gare per cani da seguita con divieto di sparo;

Tipo C: ove sono permessi l’addestramento, l’allenamento e le gare per cani da ferma con facoltà di sparo esclusivamente su fauna di allevamento (fagiano, starna, pernice rossa, germano reale, quaglia).

 


 

 

CANI DA CACCIA - Principali razze ed attitudini

TESTO DESUNTO DAL SITO DELL'ENCI - ENTE NAZIONALE DELLA CINOFILIA ITALIANA

 

I cani da caccia che utilizziamo oggi sono il risultato di un allevamento che dura da secoli. La selezione avvenuta negli anni è un processo dinamico senza punti prestabiliti di arrivo che ha favorito la comparsa di caratteri desiderati e la scomparsa di quelli indesiderati.

La cerca, la ferma, l’inseguimento lungo una traccia, atteggiamenti che in natura ritroviamo in predatori come il lupo e la volpe, sono compiti essenziali di un cane da caccia; l’uomo è intervenuto sviluppando e fissando nelle diverse razze una o più di queste caratteristiche.

Per conservare e gestire le razze canine è stato creato l’ENCI (Ente nazionale cinofilia italiana) che detiene e gestisce il LOI (Libro italiano origini), registro al quale sono iscritti i cani appartenenti a razze purosangue.

L’ENCI si occupa anche di organizzare mostre e competizioni cinofile.

Il cane da caccia deve essere un aiuto per il cacciatore prima e dopo lo sparo.

Prima dello sparo il cane deve cercare la selvaggina ed indicarla al cacciatore o attraverso la posizione di ferma (il cane assume una postura rigida ed immobile) o acusticamente abbaiando. Dopo lo sparo deve riportare il capo abbattuto o informare il cacciatore sul ritrovamento del capo abbaiando in modo particolarmente forte.

Molti cani sono in grado di condurre azioni diverse di caccia soprattutto se stimolati da un addestramento ben eseguito: i cani da ferma tedeschi riportano, effettuano cerche brevi e ricercano animali feriti; i cani da tana sono ottimi per la cerca breve e per la ricerca degli ungulati. Altre razze sono, invece, molto specializzate come ad esempio il segugio di Hannover, ottimo per la ricerca di animali feriti.

 

A seconda delle attitudini vengono distinti:

cani da tana;

• cani da leva e da seguita (cerca lunga ed inseguimento dell’animale);

• cani da leva (cerca breve);

• cani da ferma;

• cani da traccia (per selvaggina ferita);

• cani da riporto (per la selvaggina d’acqua).

 

Cani da tana

Utilizzati per la caccia alla volpe.

Le principali razze sono: Fox Terrier, Bassotto, Jagdterrier, Jack Russell Terrier. Hanno bassa statura, agilità, coraggio, resistenza. Si infilano nelle tane bloccando l’animale all’interno o facendolo scappare.

FOX TERRIER

 

 

BASSOTTO

JAGDTERRIER

   
 

JACK RUSSELL TERRIER

 
     

 

 

Cani da leva e da seguita

Utilizzati per la caccia alla lepre variabile, alla lepre comune, al cinghiale.

Le principali razze sono: segugio italiano, segugio francese, Beagle. Possiedono un ottimo olfatto, ricerca autonoma ad ampio raggio, costanza nel seguire una traccia, chiara voce sulla traccia, grande resistenza. Cacciano inseguendo. Essi rilevano una traccia fresca e la seguono abbaiando, cioè danno voce senza vedere la preda, fino ad arrivare dove l’animale si è rifugiato, il selvatico scappa utilizzando i passaggi noti all’interno del proprio territorio. Il cacciatore si orienta seguendo l’abbaiare continuo emesso dal cane durante la cerca.

SEGUGIO ITALIANO

 

SEGUGIO FRANCESE

BEAGLE

 

Cani da leva

Utilizzati per la caccia alla piccola selvaggina di bosco, e al cinghiale.

Le principali razze sono: Bracco, Spaniel tedesco, Springer, Cocker, Bassotto.

Tra i requisiti posseduti c’è la capacità di ricerca autonoma ed approfondita ma non eccessivamente

ampia, voce chiara almeno a vista, riporto per selvaggina di piccole dimensioni. La leva o cerca si svolge in appezzamenti di bosco non troppo vasti. Il cane effettua la cerca in modo autonomo, scova e mette in fuga la preda seguendola a voce. Se non avviene lo sparo, il cane dovrebbe tornare alla partenza senza inseguire il selvatico.

BRACCO

SPANIEL TEDESCO

SPRINGER

 

 

COCKER

 

 

Cani da ferma

Utilizzati per la caccia alla lepre, al fagiano e alla beccaccia.

Il cane cerca rimanendo sempre visibile al cacciatore, ferma o fa uscire allo scoperto la selvaggina. Esso rimane nel campo visivo del cacciatore, ovvero ad una distanza inferiore a quella efficace di tiro.

Sono tradizionalmente classificate in:

• Razze da ferma inglesi: Setter inglese, Setter irlandese, Setter Gordon, Pointer; possiedono cerca veloce ed estesa, ottimo olfatto, elevato istinto di ferma, scarse doti di riporto.

SETTER INGLESE

SETTER IRLANDESE

SETTER GORDON

 

POINTER

 

 

• Razze da ferma continentali estere: Epagneul Breton, Kurzhaar, Drathaar; hanno cerca abbastanza veloce e moderatamente estesa, buon olfatto, buone doti di riporto.

EPAGNEUL BRETON

KURZHAAR

DRATHAAR

 

• Razze da ferma italiane: Bracco italiano, Spinone. Si caratterizzano per cerca lenta e poco estesa, buon olfatto, buone doti di riporto.

 

Cani da traccia

Utilizzati per la caccia agli ungulati. Le principali razze sono: i segugi in generale, segugio bavarese, segugio di Hannover, anche cani da ferma addestrati a tale scopo come il Bassotto. Devono possedere ottimo olfatto, costanza nel seguire la traccia, coraggio. Il cane da ricerca (o da sangue) è utilizzato per seguire le tracce di sangue lasciate da un animale ferito, generalmente un ungulato, viene condotto dal cacciatore con un guinzaglio lungo. Para il selvatico ferito o, a volte, lo finisce.

 

Cani da riporto

Sono utilizzati per la caccia agli uccelli acquatici. Si possono ricordare tutti i cani da ferma e i Retriever. Devono possedere robustezza fisica, resistenza, ottime doti di riporto. La caccia agli uccelli acquatici non sarebbe possibile senza un buon cane da riporto.

LABRADOR

RETRIEVER

FLAT COATED

RETRIEVER

 

 

NORMATIVE

Chiunque detenga un cane `e obbligato a denunciarlo ai Servizi Veterinari della A.S.L. per la registrazione dei dati presso l’anagrafe canina regionale.

La recente legge regionale 18/2004 prevede l’obbligo d’identificazione dei cani con microchip (non obbligatorio in caso di cani già identificati tramite tatuaggio leggibile), che deve avvenire:

• entro 60 giorni dalla nascita di nuove cucciolate e comunque prima della cessione dei cuccioli;

• entro fine novembre 2004, nel caso di cani non tatuati.

In caso di cessione, cambio di residenza o morte di un cane, bisogna informare il Servizio Veterinario dell’A.S.L. presso la quale era stato registrato. In caso di smarrimento di un cane, il proprietario deve farne denuncia entro 3 giorni alla Polizia municipale.

 

Il cane deve essere portato fuori ogni giorno, deve avere a disposizione un ricovero costituito da una parte coperta di rifugio (cuccia) e da una parte aperta con fondo in materiale facilmente lavabile (dimensioni totali almeno 8 mt. quadrati per ogni cane adulto) (D.P.G.R. 4359/93).

La detenzione dei cani alla catena dovrebbe essere vietata, se necessario deve essere utilizzata una catena mobile, cioè agganciata ad una fune di scorrimento di almeno 5 metri. (D.P.G.R. 4359/93).

 

Il trasporto del cane in auto

L’Art. 169 del nuovo Codice della strada consente di trasportare liberamente in auto un solo cane (purché non costituisca pericolo o intralcio per il conducente) sistemato sul sedile posteriore; mentre se si trasportano due o più cani deve essere installata una rete divisoria oppure i cani devono viaggiare in apposite gabbie.

 

PATOLOGIE

Esistono 2 malattie parassitarie mortali per il cane.

La filariosi, diffusa in tutta Italia: il parassita (filaria) `e trasmesso durante il pasto di sangue delle zanzare e si localizza nel cuore dove si riproduce. Il cane muore per insufficienza cardiocircolatoria.

Per proteggere il cane bisogna effettuare una profilassi durante i mesi in cui sono presenti le zanzare

(consultare il Veterinario).

La leishmaniosi: il parassita (leishmania), trasmesso dai flebotomi (piccoli insetti), si localizza nelle cellule del sistema immunitario e determina una forma clinica cutanea o viscerale. Non esiste cura, né una profilassi efficace al 100%, si possono solo usare collarini specifici che liberano dei repellenti per gli insetti.

 

Parametri fisiologici Valori di riferimento

Temperatura corporea 38,5-39,5

Atti respiratori 10-30 al minuto

Frequenza cardiaca 70-160 al minuto

 

TORNA ALL'INDICE